Fuga (Netflix): una serie che ti tiene incollata allo schermo, ma a quale prezzo?
- Noemi Bonacina
- 11 gen
- Tempo di lettura: 3 min

Fuga è una serie thriller Netflix che ruota attorno a una rete intricata di segreti, identità ambigue e manipolazioni psicologiche. Al centro della storia ci sono personaggi in fuga, non solo fisica ma anche emotiva, da un passato che continua a inseguirli. Le loro traiettorie si intrecciano con la presenza inquietante della Radiosa Verità, una setta dal potere oscuro e mai del tutto spiegato, e con due killer su commissione che agiscono come pedine imprevedibili all’interno della narrazione.
I personaggi principali vengono introdotti come figure fragili, segnate da traumi e scelte sbagliate, costrette a muoversi in un mondo dove nulla è davvero come sembra. Le relazioni tra loro sono cariche di tensione, sospetto e ambiguità morale, elementi che contribuiscono a rendere la serie densa e complessa fin dai primi episodi.
Tra le novità più chiacchierate del catalogo Netflix, “Fuga” si presenta come una serie thriller ad alta tensione, costruita per alimentare binge watching compulsivo e teorie notturne. E in parte ci riesce. La storia è ben orchestrata, gli episodi si chiudono sempre con quel “ancora uno e poi smetto” che sappiamo essere una bugia. Eppure, nonostante una trama intrigante e personaggi potenzialmente interessanti, Fuga lascia addosso una sensazione di incompiuto.
Una trama solida che spinge a continuare
Il punto di forza principale di Fuga è senza dubbio la struttura narrativa. La serie è pensata per incuriosire, stratificare misteri e spingere lo spettatore a voler capire cosa succederà dopo. Ogni episodio aggiunge un tassello, spesso destabilizzante, a una storia complessa che gioca con identità, segreti e manipolazione.
Dal punto di vista dello storytelling, l’ingranaggio funziona. La tensione non cala e la curiosità resta viva. Il problema nasce quando alcuni elementi sembrano più strani che profondi, più eccentrici che realmente necessari.
I killer e la setta: idee forti, ma poco esplorate
Tra gli aspetti più controversi della serie ci sono senza dubbio le figure dei due killer su commissione e l’universo della setta della Radiosa Verità.Entrambi hanno un potenziale narrativo enorme, ma restano sospesi in una sorta di limbo.
I killer risultano quasi caricaturali, fuori dagli schemi in modo eccessivo, più simboli che persone. La setta, invece, viene introdotta come un elemento centrale e inquietante, ma non viene mai davvero approfondita. Manca una vera esplorazione delle sue origini, delle dinamiche interne, del perché eserciti un potere così forte sui personaggi.
Il risultato è una sensazione di superficialità narrativa: tante suggestioni, poche risposte.
Personaggi interessanti, ma non completamente sviluppati
Il cast di Fuga funziona. I personaggi hanno personalità riconoscibili, conflitti chiari e dinamiche che incuriosiscono. Tuttavia, spesso sembrano abbozzati più che costruiti.
Alcuni archi narrativi vengono solo accennati, lasciando lo spettatore con l’impressione di conoscere i personaggi solo in superficie. È un peccato, perché la complessità della trama avrebbe richiesto figure più stratificate, capaci di reggere il peso emotivo della storia.
Una fotografia troppo patinata?
Dal punto di vista visivo, Fuga fa una scelta precisa: fotografia lucida, colori intensi, immagini quasi iper-stilizzate. Probabilmente è una decisione consapevole, coerente con il tono della serie.
Personalmente, però, questo stile così patinato finisce per creare distanza.Invece di accompagnare la narrazione, a volte distrae. I colori troppo saturi e l’estetica molto costruita allontanano dai personaggi e rendono più difficile immergersi davvero in una trama già di per sé complessa.
Fuga: vale la pena vederla?
Sì, ma con le giuste aspettative. Fuga è una serie che intrattiene, incuriosisce e ti spinge a guardare un episodio dopo l’altro. Ha idee interessanti, un buon ritmo e una trama che sa come tenerti agganciata.
Allo stesso tempo, è una serie che promette più di quanto riesca davvero a sviluppare. Alcuni elementi risultano eccessivi, poco approfonditi o semplicemente lasciati a metà strada.
È perfetta per chi ama i thriller complessi, le atmosfere strane e le storie che fanno discutere.Meno adatta a chi cerca personaggi profondi, worldbuilding solido e una narrazione visivamente più sobria.
In sintesi: Fuga è una corsa che tiene il fiato sospeso, ma non sempre sai bene dove stai andando. E forse è proprio questo, nel bene e nel male, il suo tratto distintivo. 🎭📺



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